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sabato, settembre 26, 2009

cari amici
sono molti i siti web che hanno come link questo blog, se voi sapete altri
siti dove poterlo mettere scrivetemi

venerdì, settembre 25, 2009

pc

l'uso del pc da parte di persone disabili è molto importante,sia dal lato
della comunicazione che dal lato del gioco, dal pc grazie al web e la posta
elettronica possiamo inviare messaggi.

venerdì, settembre 18, 2009

centro diurno fondazione Stefania

Ciao a tutti voi
nel 2010 ricorre il decimo anno che sono inserito in questa realtà sociale,
ci terrei a ringraziare tutti coloro che mi hanno seguito e coloro che si
apresteranno a compiere un percorso insieme a me
e alla direzione

sabato, settembre 12, 2009

camminoterra

Terra
Tu che ci accogli tra le tue braccia,
Tu che non fai differenze,
Tu che sei come una mamma per tutti gli esseri viventi

venerdì, settembre 11, 2009

1364

cari amici, grazie per tutto l'affetto con il quale mi seguite spero che
continuate così
Con affetto



HO AVUTO UN SOGNO (Orme nella sabbia)
Ho avuto un sogno(Orme nella sabbia)
Ho sognato che camminavoin riva al mare con il mio Signoree rivedevo sullo schermo del cielotutti i giorni della mia vita passata.E per ogni giorno trascorsoapparivano sulla sabbia due orme,le mie e quelle del Signore.Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,proprio nei giornipiù difficili della mia vita.Allora ho detto: «Signoreio ho scelto di vivere con tee tu mi avevi promessoche saresti stato sempre con me.Perché mi hai lasciato soloproprio nei momenti più difficili?».E Lui mi ha risposto:«Figlio, tu lo sai che io ti amoe non ti ho abbandonato mai:i giorni nei qualisei soltanto un?orma sulla sabbiasono proprio quelliin cui ti ho portato in braccio».
Da "Il messaggero di Sant'AntonioNella sabbia l'impronta di DioA colloquio con l'autrice di «Orme nella sabbia», un'intensa e fortunata poesia che ha commosso e scosso nel mondo milioni di persone. Un libro per ricordarla. di Guy Levac In Italia Orme nella sabbia, versione di Footprints, è uscito nel gennaio 2005 (Edizioni Emp) ed è la vera storia di una poesia che ha ispirato milioni di lettori. Il libro è di Margaret Fishback Powers, pubblicato in inglese nel 1993 e poi tradotto in portoghese, spagnolo, francese, tedesco e giapponese. Per molto tempo si è pensato che la poesia Ho fatto un sogno, oggi universalmente nota come «Orme nella sabbia», fosse stata composta da un anonimo brasiliano. In realtà, è opera della scrittrice canadese, che la compose nel 1964 a Echo Lake Youth Camp, in Kingston (Ontario): era un fine settimana nel quale si celebrava il giorno del Ringraziamento. Assieme al marito Paul, Margaret per una quarantina d?anni ha vissuto in giro per il mondo impegnandosi attivamente a favore dell?infanzia. L?abbiamo intervistata. Msa. Di che cosa si occupa attualmente?Fishback Powers. Da tre anni, con mio marito Paul, mi reco in Giamaica per attività di evangelizzazione nelle scuole, in alcuni ospedali e in tre orfanotrofi, insegnando, in particolare ai più piccoli, a leggere le Sacre Scritture. Svolgiamo questa missione in giro per il mondo, da circa quarant?anni, grazie alla collaborazione della Little Peoples Ministry Association. Dedichiamo anche ampi spazi al gioco e al divertimento. Tutto questo per i piccoli, per aprire i loro occhi, perché possano vedere, le loro orecchie, perché possano sentire e i loro cuori perché possano sperimentare il sentimento. Ora, sessantenni, lavoriamo meno, ma nonostante ciò siamo ancora abbastanza impegnati. Chi sostiene la vostra missione? Avete guadagnato con quella celebre poesia? Ci affidiamo alla generosità delle persone, soprattutto dei bambini. Nostro nipote, ad esempio, ha rinunciato ai regali del compleanno devolvendo l?intero importo alla missione. È sorprendente vedere come i bambini si sentano coinvolti dal nostro lavoro, consapevoli di quello che stiamo facendo. Non abbiamo guadagnato molto, né con quella poesia né con le molte altre scritte precedentemente, anche perché non era questo lo scopo. Tuttavia, è importante chiarire che ero io l?autrice di «Orme nella sabbia». Il libro parte dal 7 agosto 1989, quando lei e sua figlia foste coinvolte in un incidente e suo marito ebbe un infarto. Perché questa scelta?Quando l?infermiera lesse a mio marito, ricoverato in ospedale, Footprints, ho capito che la poesia aveva raggiunto il suo scopo. L?avevo scritta dopo aver incontrato Paul per la prima volta e in quel momento essa ritornava per incoraggiarlo. La Little Peoples Ministry Association, in seguito all?incidente e a causa dei miei problemi di salute, mi consigliò di lasciare il lavoro e dedicarmi a me stessa e alla mia famiglia. Fu allora che completai il libro. Il terribile evento illustra bene il senso della poesia: il Signore è lì con te, ti porta e ti sostiene quando non sei in grado di andare avanti.Come state ora lei e la sua famiglia?Paul è diabetico ma sta bene e anche la mia salute è buona. Mia figlia Paola, nonostante alcuni problemi di salute, si è sposata e ha avuto due figli. È molto importante avere cura della propria persona quando si lavora in missione. Può essere una tentazione il fare troppo, ma non è questo che Dio vuole da noi. Egli vuole che abbiamo cura delle cose che ci ha dato e che siamo felici per poter aiutare gli altri.Nel libro lei parla della sua conversione motivata dalla paura di morire per la puntura di un?ape. Sebbene mi considerino una persona coraggiosa, ho una concezione salutare della paura. Non voglio essere punta dalle api e non mi piacciono i temporali, perché sono stata colpita da fulmini due volte. La paura non è sempre negativa. Nella Bibbia, infatti, c?è scritto: «Il timore del Signore è una scuola di sapienza» (Proverbi 15,33). Dopo la conversione ha iniziato a scrivere poesie e canzoni. Come si è sviluppata questa sua vocazione e come si è evoluta nel tempo?Ho scritto poesie e canzoni per i famigliari, gli amici e gli insegnanti. Possedevo una grande sensibilità musicale e ho studiato musica per insegnarla agli altri. Essere insegnante, missionaria e attrice, erano le cose che mi sarebbe piaciuto fare prima della mia conversione. Nel libro lei parla del suo rapporto con Paul. Siete sposati da quarant?anni, qual è la chiave per un matrimonio felice e riuscito?Ho un marito meraviglioso. Ci siamo sempre fidati l?uno dell?altra: è questo il nostro segreto. È capitato di dover stare lontani, ma per entrambi era importante avere una meta, una visione comune e, grazie ai nostri figli, siamo riusciti a raggiungere tutto ciò rinnovando il nostro amore giorno dopo giorno. Ognuno apprezza e riconosce le doti e i doni dell?altro. Ci piace trascorrere del tempo insieme: ogni giorno, preghiamo insieme per una ventina di minuti. Nonostante il nostro lavoro ci abbia portato in luoghi lontani per aiutare altre persone, non abbiamo mai dimenticato la nostra famiglia e ognuno di noi ha sempre cercato di non trascurare l?altro. È questo l?equilibrio di cui le coppie hanno bisogno.

martedì, settembre 08, 2009

sabato, settembre 05, 2009

La disabilità in Italia

le persone diversamente abili hanno un ruolo sia passivo che attivo in
Italia, perché anche chi è in carrozzina può insegnare qualcosa

martedì, settembre 01, 2009

Settembre 2009

Caro blog, tu sei nato 12 mesi fa e ben presto hai ottenuto successo che
neanche io mi aspettavo, per questo dico grazie a tutti

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io e pinki

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LAMPADA MILAN

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realizzata presso vai a Fondazione Stefania

Centro Estivo 2007

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