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mercoledì, settembre 30, 2015

mercoledì, settembre 23, 2015

cari

ieri ho avuto un incontro a milano con Nicolò Bongiorno presso il
fablabmilano della fondazione Mike BONGIORNO.E' stato molto bello e
interessante, mi ha fatto una proposta tutta da concordare.
da quì lo ringrazio ancora

martedì, settembre 15, 2015

ciao

dopo la commozione del post di stamane siamo più forti di prima

RIFLESSIONE

Oggi ho letto una lettera scritta da un'insegnante di sostegno. Non potevo
non condividerla:
"Sono una mamma e una maestra di scuola primaria quest'anno sono stata
nominata sul sostegno di una bimba grave, gravissima e …bellissima. Bene:
appena arrivo in classe la maestra prevalente mi avverte "Stai attenta alla
madre che cercherà in tutti i modi di tirarti dentro alla sua sofferenza e
poi è un po' fissata con il fatto che la figlia può far tutto, capisce tutto
ecc." ed io …sto zitta.

Mi dice che dobbiamo andare a visitare un posto con la classe e che la mamma
si è "fissata" col fatto che debba andarci anche la figlia… sto zitta ancora
e intanto incrocio gli occhi della bimba che sono quelli della mia e dentro
di me le parlo e le dico "stai tranquilla ti ci porto io" …lei sorride è
bellissima…nessuna maestra però che ormai è con lei da tre anni mi dice
quali siano le sue competenze o no, la diagnosi funzionale è troppo
generica. Usciamo e inizia la visita guidata. La bimba con la sedia a
rotelle cerca di spingersi avanti per guardare i quadri, le tele, i dipinti
ma la maestra di classe mi dice di tirarla indietro perchè leva il posto e
la visuale a chi "capisce"…
Resisto e faccio come se non avessi sentito, la porto ovunque e le parlo e
le spiego… la maestra mi guarda di sbieco.
Torniamo in classe e mentre tutto il gruppo classe relaziona sull'uscita lei
non ha un compito, un libro, niente… e io sono al mio primo giorno e non ho
preparato niente.
Poco male mi organizzo, la coinvolgo e chiedo alla sua compagna di banco,
una bimba carinissima, di farci sbirciare sul libro lei ci prova ma poi dice
che non ha tempo deve lavorare con gli altri.
Merenda: da sola e gli altri in gruppo. Cambio pannolino da panico: i
bidelli fanno a gara per non venire, ti cambio io amore, è un'ora che sei
con la cacca. Parlo con la maestra dell'anno scorso che mi scarica addosso
una serie di cattiverie sulla madre sulla famiglia e sul fatto che non si
può lavorare con un handicap così grave. Le chiedo se ha mai usato la CAA o
la tecnologia e mi dice che loro del sostegno vengono da una laurea in
scienze della formazione e che hanno sostenuto solo quattro esami troppo
generici per poter sapere tutto…
RESISTO ANCORA.
Intanto sono completamente innamorata della mia bimba… in lei c' è la mia,
la sofferenza della madre è la mia … Le risposte le ho da lei. Uno
scricciolo accartocciato su se stesso che indica in modo corretto tutti i
colori, le forme, le lettere, i numeri che risponde esattamente a tutte le
mie domande con gridolini che capisco e interpreto bene.
Le ho dato mille baci e lei mi ha fatto mille carezze. Alla fine della
giornata saluto e la maestra di classe mi dice "comunque sei molto portata
ne avevamo bisogno"!
Mi giro e sulla porta dico "corro a casa c'è mia figlia completamente
disabile che mi aspetta. GELO TOTALE.
Oggi sono arrivata con il mio Ipad e con l'aria di quella incavolata, loro,
le maestre hanno cercato di recuperare ma io ho detto: "Sentite, io non sono
la maestra di questa bimba, io sono una maestra di classe a supporto della
classe, la bimba è di tutti, di tutta la classe quindi o si programma
insieme o sono cavoli amari. Se vedeste quello che vedo io in lei, se
vedeste dentro questo corpo che non risponde una bimba come le altre
desiderosa di scoprire di sapere di giocare di interagire allora questa
classe sarebbe migliore, voi sareste delle persone migliori e il mondo
sarebbe una favola."
La mia bimba si è divertita un mondo con le applicazioni app… tutti i bimbi
erano dietro di lei a cercare di capire cosa stesse usando… ho fatto un
piccolo gruppo ricreativo e fuori dal suo banco ha potuto far merenda con
altri bimbi… le ho portato un libro di favole e le ho detto in un orecchio
di leggerlo quando non ci sono così non si sente sola. Ha diciotto ore e
quando è senza di me… è sola a guardare il nulla.
Ora sono a casa e guardo mia figlia …e spero e prego che lei possa
sopravvivere alle cattiverie e all'ignoranza della gente.
Una maestra e una mamma"

mercoledì, settembre 09, 2015

da oggi

cari la mia musica si può ascoltare da telefono cellulare tablet ecc. da
quì https://soundcloud.com/andreapennati

grazie a uno di voi del gruppo facebook Easymonza

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io e pinki

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LAMPADA MILAN

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realizzata presso vai a Fondazione Stefania

Centro Estivo 2007

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io a cavallo su romina

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pittura - quadro

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